YOGARE IN PIAZZA – 2 lezioni per adulti e bambini il 7 e il 14 maggio a Cambiano

Le due domeniche del 7 e del14 maggio l’Associazione Yoga Contemporaneo propone 2 lezioni all’aperto per tutti a Cambiano. Queste lezioni fanno parte del festival “LE DOMENICHE IN PIAZZA” a Cambiano che durerà tutte le domeniche di maggio.

YOGARE IN PIAZZA insieme è divertente!

Ci saranno 2 lezioni che averranno simultaneamente: Yoga per adulti e Yoga per bambini e saranno svolte da due diversi insegnanti.

Faremo insieme i posizioni dello yoga (ASANAS), tecniche di respirazione (PRANAYAMA) e altri elementi dello yoga.

I bambini saranno seguiti da insegnanti esperti che li intratterranno con giochi e tecnice per lo sviluppo della concentrazione. E’ consigliabile la partecipazione a partire dai 4 anni.

 

Il 7 maggio ritrovo  sarà  alle ore 10-00  presso pista adiacente area Proloco a Cambiano.

Il 14 maggio ritrovo  sarà  alle ore 10-00 presso la Piazzetta Spirito Santo a Cambiano.
Alle lezioni possono partecipare anche le persone che non hanno mai provato lo yoga ma vogliono conoscere questa disciplina. Si ricorda di portare un tappetino, bottiglietta d’acqua e di vestirsi con un abbigliamento comodo.

 

La lezione di yoga a Palazzetto dello sport a Chieri, gruppo principianti

Per ulteriori informazioni contattate il 335474980 (anche WhatsApp) oppure scrivete all’indirizzo chieri.yoga@gmail.com

 

 

 

 

RESPIRAZIONE KAPALABHATI DI PURIFICAZIONE: Il respiro che detossica, rilassa e purifica

Non è “il respiro di fuoco”!
Questa respirazione spesso in rete la troverete collegata alla respirazione di fuoco.
In realtà il respiro di fuoco è un’altra tecnica, chiamata anche Agnisara – Dhauti  o essenza di fuoco.

http://www.yogaromanord.com/wp-content/uploads/2015/02/KAPALABHATI.jpgIndice:

1-     Premessa

2-     Cos’è Kapalabhati

3-     Come si fa Kapalabhati

4-     Benefici

5-     Controindicazioni

6-     Approfondimenti

7-     Conclusioni

La premessa doverosa è che scrivere qualcosa di nuovo su una tecnica Yoga dopo tutte le opere scritte nei secoli potrebbe essere considerata presuntuosa, ma la lettura che stai per fare è da considerare un appunto personale scritto da un principiante motivato dalla richiesta esplicita di uno dei miei maestri di condividere pubblicamente la propria esperienza. Quindi sentendomi onorato per il compito assegnato mi accingo alla descrizione della tecnica, pur essendo consapevole di aver aggiunto ben poco di quanto già scritto o detto sull’argomento.

Cos’è Kapalabhati

Kapalabhati è una delle molteplici tecniche che lo yoga ci mette a disposizione e che serve per generare energia nel corpo e per aumentare il livello di concentrazione. E’ una tecnica molto antica che si trova negli antichi testi storici dell’Hatha Yoga come Yoga Pradipica. In sanscrito kapala , significa cranio e bhati significa lumonosità, o “cranio lucente”. Non è un pranayama, ma un Kriya del Shat Karma (sei processi di pulizia in Hatha Yoga), che non solo rende lucido il pensiero, ma pulisce anche l’intera via respiratoria, equilibra e rinforza il sistema nervoso, tonifica gli organi digestivi e elimina la sonnolenza.

Risultati immagini per капалабхатиCome si fa Kapalabhati

Kapalabhati, è una respirazione eseguita inspirando l’aria in modo naturale (o meglio passivo) e forzando l’espirazione contraendo i muscoli addominali.

•  Sedete in una posizione stabile e confortevole, con schiena dritta, gli occhi chiusi e le mani sulle ginocchia.
•  Espirare con forza attraverso entrambe le narici ogni volta dando una contrazione verso l’interno dell’addome (come per spingere l’ombellico verso la colonna vertebrale)

L’obiettivo è quello di espirazione attiva, mentre l’inalazione è passiva.
•  La testa e il tronco devono essere tenuti eretti durante la pratica. I muscoli del viso dovrebbero essere rilassati.
• Occorre ascoltre sempre le proprie capacità poi fermarsi e permettere alla mente di rilassarsi. Senti la naturale cessazione del respiro. Questa è la sospensione automatica del respiro per pochi secondi o minuti. Durante questo periodo non vi sarà alcun impulso al respiro.  Questo è conosciuto come Keboli Kumbhaka. Godetevi questo stato di profondo silenzio e attendere che ritorni il respiro normale.

Kapalabhati (capalabhati, capalabati, kapalabati) puo essere eseguita o da seduti  (anche su una sedia), o in piedi oppure anche in diversi posizioni yogiche (asana) o anche sdraiati a terra.

Per prendere confidenza con la tecnica è anche utile appoggiare le mani sull’addome per aumentare la concentrazione sul movimento dello stesso.

Procediamo con un’inspirazione diaframmatica lenta e profonda dal naso gonfiando il più possibile l’addome e, mediante una violenta contrazione dei muscoli addominali, effettuiamo un’espirazione breve e forzata, sempre dal naso come se lo stomaco fosse tirato in dentro, verso la colonna vertebrale.

Quando si allentano i muscoli dello stomaco l’inspirazione avverrà automaticamente (passiva).

Si procede quindi a contrarre rapidamente i muscoli dello stomaco di nuovo ed espirare in ripetizione. I muscoli dello stomaco dovrebbero fare tutto il lavoro di spingere fuori l’aria e ritirarla dentro.

La difficoltà in questa tecnica in apparenza semplice, è eliminare forzatamente l’aria inspirata in un solo soffio rapido. I muscoli dell’addome si contraggono di colpo e ci aiutano ad emettere tutta l’aria; il tronco, le spalle e la testa restano immobili e, per quanto possibile, rilassati.

Come tutti gli esercizi occorrerà “tararsi” su quante ripetizioni il nostro fisico, soprattutto all’inizio, potrà sopportare per poi aumentare il numero di ripetizioni, man mano che si prende padronanza con la pratica. Dopo aver fatto questo tipo di respirazione inizialmente potrete sentire qualche dolore intorno ai muscoli dello stomaco o dell’addome.

Solo la pratica quotidiana ci renderà padroni di questa tecnica. Si può partire da 2 serie da 27 espulsioni rapide con un riposo di 30 secondi per arrivare fino a 1 serie da 108.  Inizialmente, non si può essere in grado di fare questa pratica per più di un minuto. Tuttavia, praticando Kapalabhati tutti i giorni in concentrazione, alla fine sarete in grado di praticare 45 minuti di seguito e questa pratica quotidiana produrrà risultati molto buoni.

Non rinunciare mai alla potenza dell’espulsione a favore della velocità di esecuzione! Se si avverte un leggero capogiro, meglio fermarsi, inspirare aria e trattenerla qualche secondo.

I benefici di Kapalabhati

Si tratta di un esercizio di respirazione che elimina una forte quantità di anidride carbonica, aiuta a ossigenare il corpo con una miriade di benefici collaterali che cercherò di elencare:

  • Purifica la regione frontale del cervello. I pensieri e le visioni vengono automaticamente fermati, permettendo alla mente di riposare e di rivitalizzarsi. Aiuta ad espellere il muco dai seni frontali del cranio dove si fermano gli allergeni e quindi alleviare i sintomi dell’allergia ai pollini. E’ una tecnica eccellente per alleviare la trombosi cerebrale.
  • Elimina tossine e scorie dai polmoni, vasi sanguigni, cellule e mucose, purifica l’intero apparato respiratorio e il passaggio nasale.
  • Rimuove spasmo nei bronchi e cura l’asma.
  • Attraverso la pratica regolare, migliora anche la funzione del cuore, rimuove il dolore di emicrania, sinusite e mal di testa continuo, aumenta la resistenza e la capacità respiratoria dei polmoni.
  • Rinforza il sistema nervoso, incrementando la resistenza allo stress.
  • Equilibra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.
  • Aumenta la resistenza fisica.
  • Utile anche in stati depressivi
  • Tonifica la cintura addominale. Risveglia e riattiva il diaframma, aumenta la capacità polmonare e ne mantiene l’elasticità. Rinforza i muscoli dello stomaco, dell’addome e quella vertebrale della zona lombo-sacrale. Migliora la digestione ed è un potente disintossicante dell’intestino: lo regolarizza nelle sue funzioni e rende l’addome piatto. Riduce efficacemente i grassi intorno alla zona addominale, e se si pratica per un minimo di 45 minuti.
  • Kapalabhati aiuta ad attivare Manipura Chakra.
  • In sostanza, dona energia alla mente e attiva il centro energetico del corpo. Tutto ciò perchè facilita l’eliminazione dell’anidride carbonica e assicura l’ossigenazione globale di tutto il corpo.

Controindicazioni

• Le donne durante la gravidanza non dovrebbero praticare Kapalabhati.
• La persona che soffre di epilessia  non dovrebbe praticare Kapalabati.
• In caso di pressione alta non superare le 50 respirazioni.

• Questo esercizio è sconsigliato ai cardiopatici.

Rimane importante comunque la moderazione. Inizialmente iniziare con 20-27 espirazioni.. e via via aumentare in base alle proprie capacità e stato di salute.

Approfondimenti

Se si pensa che il cervello è il più gran consumatore di ossigeno del corpo, si comprende immediatamente l’importanza di una buona, e il piu possibile efficace respirazione. Al contrario della respirazione abituale, in cui l’inspirazione è attiva e l’espirazione è passiva, in Kapalabhati l’espirazione è attiva e quasi brutale, mentre l’inspirazione è passiva. La respirazione ordinaria fa variare il volume cerebrale di circa 18 volte al minuto nei due sensi. Immaginate ciò che accade in Kapalabhati, nel quale il ritmo può raggiungere fino a 120 espulsioni al minuto! Si produce un vero e proprio massaggio del cervello, massaggio accompagnato da un’azione di pompaggio sulla circolazione arteriosa, in quanto nell’espirazione il cervello si “gonfia” di sangue. Tutto ciò senza alcun pericolo poiché la pressione si mantiene sempre nei limiti fisiologici normali: c’è soltanto una momentanea accelerazione della circolazione. Il cervello irrigato di sangue è ora ricco di ossigeno, e questa stimolazione naturale respiratoria porterà un grande beneficio fisico e mentale alla persona sedentaria, la cui respirazione è insufficiente perché superficiale. In genere Kapalabhati stimola direttamente il cervello, l’organo pensante, portandogli un afflusso fresco di sangue ossigenato. Grazie a Kapalabhati, questa azione raggiunge il suo massimo. Non a caso l’etimologia di Kapalabhati significa letteralmente “cranio lucente” o “che pulisce il cranio e il suo contenuto”. Questa stimolazione del cervello, e di conseguenza di tutto il sistema nervoso centrale, produce un’accelerazione sanguigna che pervade tutto il corpo e che si percepisce con una piacevole vibrazione. Per rendersi conto degli effetti vitali di Kapalabhati basta, per esempio, dopo una giornata molto piena e stancante, praticarlo per 3 o 4 minuti (fermandosi di tanto in tanto) per sentirsi immediatamente riposati e pronti a riprendere il lavoro. Anche nella ginnastica e nello sport succede che il respiro si acceleri in seguito allo sforzo fisico, ma tale sforzo riassorbe quasi subito il supplemento di ossigeno inalato mediante quella respirazione amplificata. In Kapalabhati si resta tranquillamente seduti in posizione di riposo e, data l’immobilità del corpo, la spesa muscolare è minima e il beneficio (una maggior ossigenazione) arriva al suo massimo e perdura nel tempo. E’ forse sorprendente che la pratica di Kapalabhati intensifichi le nostre facoltà di concentrazione e la nostra memoria e che stimoli le nostre attività intellettuali?

Conclusioni

Per concludere, voglio ricordare che non bisogna mai confondere una ricerca su internet con quello che può essere la determinazione della pratica più adatta alle nostre esigenze. Il mio consiglio, in questo caso, è di cercare un insegnante che ci possa guidare al fine di non automatizzare errori di esecuzione dell’esercizio che potrebbero renderlo inefficace, comunque è fondamentale procedere sempre gradatamente senza mai forzare il fisico interrompendo subito qualsiasi pratica se si avverte troppo sforzo, dolore o fastidio.

Come ultima cosa ringrazio a tutti voi che avete avuto la pazienza leggere tutto l’articolo, sperando che possa favorire in qualche lettore un interesse o magari una curiosità tale da avvicinare ad un mondo che può, dal mio punto di vista, giovare sia al corpo che allo spirito. Contemporaneamente ai miei compagni di viaggio faccio un augurio di buona pratica, sempre più efficace, sempre più intensa e sempre più benefica.

Namastè

Paolo

RITIRO AL MARE – Domenica 9 aprile 2017

YOGA AL MARE E CAMMINATA CONSAPEVOLE

Nell’azzurro mare e la verde pineta ligure una via per riscoprire la bellezza che esiste in ciascuno di noi.

Un viaggio fra antichi e moderni metodi di yoga e consapevolezza, combinando respirazione, camminata, meditazione e esercizi vari….

PROGRAMMA:

  • Ritrovo alle 10:00 a Finale Ligure.
  • YOGA AL MARE (Yoga sulla spiaggia e meditazione)
  • CAMMINATA CONSAPEVOLE (Finalborgo – Castel Govone con la visita dell’incantevole grotta dell’ Edera). Durata: 3,5 ore circa, dislivello: 180 m, adatta a tutti
  • Chi vuole può rimanere per il pranzo presso un Agriturismo locale con cucina ligure (menu completo 20€)
  • Rientro

DA PORTARE:

Il tappetino e la copertina, abiti comodi e “a cipolla”, scarpe da trekking, giacca a vento e acqua.

      PROGRAMMA DETTAGLIATO:

Ottimizzazione posti in modo da prendere poche auto e alle 8:00 partenza da Chieri.  Il ritrovo sarà al parcheggio di Finale Ligure zona “Castelletto” alle h.9:30-10:00 circa

YOGA AL MARE: dalle 10 alle 12

– Posizioni/movimenti di riscaldamento;
– Pratica delle Asana (statiche/dinamiche);
– Meditazioni (in forma breve);

– Pratica di Pranayama (tecniche di respiro);
– Rilassamento guidato

CAMMINATA:

Dopo la sessione di yoga e meditazione faremo diverse soste lungo il percorso con la possibilità di praticare un “cammino consapevole” e goderci quindi al meglio lo “stare in presenza, vivendo nel qui-e-ora”

La nostra camminata ha inizio nel cuoe di Finalborgo, dalla piazza del tribunale, e si inerpica subito verso l’alto, per raggiungere Castel S.Giovanni e Castel Govone.

Da qui si prosegue verso la montagna, passando da una chiesa molto originale denominata dei “5 campanili” e subito il panorama si fà interessante grazie alle splendide falesie naturali, meta di molti arrampicatori e al silenzio rilassante che circonda questi luoghi incantati…..

Arrivati ad un piccolo borgo che sembra disegnato da una mano armoniosa e delicata, lasciamo la strada principale per incominciare a risalire il fianco di una collina, e per ritrovare poi un po più avanti una splendida grotta che nasconde un passaggio buio e riservato a coloro che lo conoscono, che ci trasporta nella famosa grotta dell!Edera, dove il panorama è unico e siamo subito ripagati degli sforzi appena compiuti….

Dopo una pausa meditativa, siamo pronti a ripartire e a goderci ancora una volta panorami mozzafiato e improvvise pareti verticali, in mezzo ad una vegetazione che ci protegge dal sole e ci dona una frescura piacevole e rinfrancante.

Raggiungiamo quindi una piccola strada semi deserta, e ci dirigiamo verso il ritorno, con una piacevole passeggiata in piano, che rende tutto semplice e appagante…

Scendiamo quindi con un ultimo sforzo nell’antica Finalborgo, dove ci attenderanno le macchine per il ritorno.

 

 

 

 

  Ecco le foto di questa belissima giornata.

Abbiamo beccato belissima giornata del sole, e poi siamo riusciti a trovare la spettacolare Grotta dell’Edera, nascosta in un’ora di passo tranquiillo da Castel Govone di Finale Ligure : la vista della grotta ne vale la pena ritornare qui di nuovo! Purtroppo l’edera non esiste più sulla parte alta: sopravvive ancora una pianta checombatte quotidianamente per la sopravvivenza…….

L’ingresso è posto sulla parte bassa: tramite una corda da rocciatori salire nel cunicolo di roccia che permette di raggiungere la parte alta attraverso una stretta fenditura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    

Lezione di Yoga aperta a tutti, 14 aprile

Vi invitiamo a partecipare alle lezioni di yoga aperte a tutti !

Vi aspettiamo il il 14 aprile alle h. 20:00 all’ Ex-Mattatoio di Chieri. L’evento è gratuito.
Occorre avere il tappetino, una copertina, e una bottiglia d’acqua. Vestirsi comodi.
Per info e prenotazioni: tel e WA 335474980, e-mail: chieri.yoga@gmail.com
Perchè si pratica lo yoga?

Per migliorare la salute e rilassare la mente con un sorriso….

Lo Yoga non è una ginnastica e nemmeno una pratica di rilassamento. Non è neppure una religione. Lo yoga è una disciplina, e anche di più…..

La parola Yoga deriva dal sanscrito ‘yui’, che significa ‘unire’, ‘collegare’.

B.K.S Iyengar, nel suo libro “L’albero dello yoga” dice: “Lo yoga è l’unione tra il sé individuale e il sé universale, o più semplicemente l’unione del corpo con la mente e della mente con l’anima”.

Un altro significato della parola Yoga è: “ottenere ciò che prima era inottenibile”.

Forse oggi c’è qualcosa che non siamo in grado di fare, ma possiamo trovare gli strumenti per riuscirci, e uno di questi può essere lo Yoga.

Un altro aspetto dello Yoga ha a che fare con le nostre azioni. In questo caso Yoga significa investire tutta la nostra attenzione nell’attività in cui ci stiamo occupando, creando una condizione in cui siamo sempre presenti, in ogni momento, in ogni nostra azione.

Lo Yoga può essere, per chi ne avrà voglia, un modo per capire i propri limiti, e per stare bene con se stessi, magari rilassandosi un po’, e perché no, anche divertendosi.

 

Tutti i nostri orari:
yogacontemporaneo.it/eventi

Trekking Yogando 25-26 febbraio 2017

L’Associazione Yoga Contemporaneo propone un WEEKEND AL MARE (per chi non potesse anche un giorno solo)


PROGRAMMA:

1° giorno

GIORNATA AL MARE. YOGA SULLA SPIAGGIA E MEDITAZIONE, WORKSHOP SUGLI ” SHATKARMA”.

Pernottamento con cena e colazione presso b&b locale.

2° giorno

CAMMINATA CONSAPEVOLE Verezzi – Finalborgo: il Sentiero Natura. Durata: 3 ore. Dislivello: 180 m

Nell’azzurro mare e la verde pineta ligure una via per riscoprire la bellezza che esiste in ciascuno di noi. Un viaggio fra antichi e moderni metodi di yoga e consapevolezza, combinando respirazione, camminata, meditazione e esercizi vari.

PRANZO PRESSO L’AGRITURISMO LOCALE (menu completo 20€)

RIENTRO

 

DA PORTARE:

Primo giorno: tappetino e la copertina, abiti e scarpe comodi e caldi, pranzo al sacco, acqua.

Secondo giorno: Scarponcini da montagna, abbigliamento confortevole, giacca a vento, acqua.

PROGRAMMA DETTAGLIATO:

1° giorno sabato 25 febbraio

Ottimizzazione posti in modo da prendere poche auto e alle 8:00 partenza.

GIORNATA AL MARE. YOGA SULLA SPIAGGIA E MEDITAZIONE, WORKSHOP TEORICO SUGLI ” SHATKARMA”.

Impariamo le tecniche di purificazione e disintossicazione dell’Hatha Yoga, gli Shatkarma, che aiutano a purificare il sistema energetico e ad eliminare le tossine presenti nel corpo umano. Le pratiche di Shatkarma aiutano a migliorare lo stato di salute generale fisica e mentale: aiutano ad essere più resistenti all’aggressione degli agenti patogeni stagionali, ad eliminare (con una pratica costante) disturbi cronici come cefalea, emicrania, insonnia, ansia, depressione, sinusite, otite, mal di gola ricorrenti e possono migliorare tutti i disturbi del sistema digerente ed intestinale.
Tecnicamente gli SHATKARMA consistono principalmente in una pulizia interna del corpo attraverso l’uso di semplice acqua ed un pò di sale, oltre ad altre tecniche che comprendono il fissare la fiamma di una candela (che rende la mente ferma e stabile) e a manipolazioni particolari del respiro (kapalbhati: che purifica il sistema mentale e psichico).
IL LAVORO DAGLI SHAT KARMA SHATKARMA NON E’ SOLO FISICO, MA INTERAGISCE CON TUTTI GLI ASPETTI DELLA PERSONALITA’ UMANA: Corpo Fisico, energetico mentale, psichico e spirituale.
Per esempio: l’atto di vomitare a digiuno l’acqua, non è solo fare una doccia allo stomaco con tutti i benefici che questo può fare, ma è soprattutto per le parte più sottili della nostra personalità, un modo per scaricare e buttare via tutte le tensioni mentali, tutto quello che avremmo potuto dire e non abbiamo detto, tutti i “rospi” che abbiamo dovuto ingoiare, ecc.
In realtà queste pratiche di Hatha Yoga, nonostante siano semplici pratiche fisiche dove non è necessario alcuno sforzo o controllo mentale, hanno lo scopo di equilibrare le due nadi principali : Ida meridiano principale sx collegato alla narice sx e Pingala meridiano principale dx collegato alla narice dx, il loro equilibrio è lo scopo dell’hatha yoga ed è rappresentato dalla salute fisica.
Gli SHATKARMA sono sei gruppi di pratiche e sono i seguenti:
1. Trataka: la pratica di fissare intensamente un punto o un oggetto ha lo scopo di aumentare la concentrazione, migliora la vista e induce rilassamento mentale ed emozionale e aiuta a formulare pensieri utili e chiari.

  1. Kapalabhati: una tecnica respiratoria per purificare la regione frontale del cervello.
  2. Neti: pulizia e purificazione delle narici e dei seni nasali
    4. Nauli: un metodo per massaggiare e rinforzare gli organi addominali.
    5.Basti: tecniche per lavare e tonificare l’intestino crasso.
    6. Dhauti: una serie di tecniche per la pulizia divise in tre gruppi principali: antar dhauti, o purificazione interna, sirsha dhauti, o pulizia della testa (tradizionalmente chiamata idanta dhauti e hrid dhauti o pulizia toracica. Le tecniche interne puliscono l’intero canale alimentare dalla bocca all’ano e si dividono in quattro pratiche:
    Shankhaprakshalana – pulizia dell’intestino:
    Agnisar kriya (vahnisara dhauti), attivazione del fuoco digestivo
    Kunjal (vaman dhauti), pulizia dello stomaco con l’acqua;
    Vatsara dhauti, pulizia degli intestini con l’aria.

PERNOTTAMENTO CON CENA E COLAZIONE PRESSO B&B LOCALE .

2° giorno domenica 26 febbraio

Il ritrovo sarà al parcheggio vicino a via Calice, 8, Finale Ligure. I coordinati: 44.17582; 8.324632

CAMMINATA CONSAPEVOLE Verezzi – Finalborgo: il Sentiero Natura.

DESCRIZIONE CAMMINATA:

Il Sentiero Natura di seguito descritto, che sale lungo il versante occidentale del promontorio della Caprazoppa, presso le Arene Candide, suggerisce all’escursionista la sensazione di stretta simbiosi tra l’ambiente naturale ricco di suggestioni e le testimonianze dell’antica presenza umana.

Il nostro sentiero parte da uno dei borghi antichi di Verezzi vecchia (Crosa) e raggiunge la Chiesa di San Martino e il Santuario di Maria Madre e Regina, a m. 269, e l’ampio spiazzo antistante le chiese, da cui si gode uno splendido panorama sulla costa. Nei pressi è posta la “Campana della Mamma” che ogni sera alle 19 suona in ricordo di tutte le madri defunte.

Qui la pietra sostiene le case e sorregge le “fasce”, ravvivate dalla ginestra e segnate dai carrubi che tradiscono l’origine araba degli insediamenti umani locali. Una pietra il calcare, originatasi venti milioni di anni fa, dal lento depositarsi del plancton e di sedimenti marini e fluviali in un mare poco profondo. In seguito alla spinta degli strati sottostanti e all’abbassarsi del livello del mare la Prìa di Finale è emersa alla luce del sole e l’acqua materna, una volta protettrice, ha iniziato ad aggredirla e ad intaccarla, così come il vento, creando il sublime paesaggio che oggi ammiriamo e ci apprestiamo a conoscere.

Proseguiamo il cammino scendendo in un sentiero ombreggiato da pini marittimi fino a ritrovarci fuori dal bosco,

con un mare blu come sfondo e ci dirigiamo verso il promontorio dove ci attende una vecchia cava abbandonata,

con ancora tracce di antiche grotte semidistrutte dal tempo e da macchinari umani che avidi hanno divorato la montagna.

Attraversiamo tutta la cava e ci godiamo un panorama sul mare incantevole, incontrando prima una vecchia torre di avvistamento saracena e poi improvvisamente una veduta completa di Finale Ligure in tutta la sua maestosa bellezza.

Risaliamo lievemente la collina attraversando diversi cancelli divelti della cava, e scendiamo quindi con un ultimo sforzo nell’antica Finalborgo, dove ci attenderanno le macchine per il ritorno.

PRANZO PRESSO L’AGRITURISMO LOCALE (menu completo 20€)

RIENTRO

Il programma può subire variazioni relativamente alle condizioni del tempo.

Per costi, informazioni ed iscrizioni scrivete chieri.yoga@gmail.com oppure chiamate il 335.474980

Yoga al Lago Nero di Malciaussia: il racconto di un’allievo yogi.

Alzarsi alla mattina presto non è facile specie dopo aver dormito poche ore.

Siamo la metà dei partecipanti rispetto alla volta precedente.
Ma è un fatto comunque positivo perché favorisce la condivisione tra gli occupanti della stessa vettura.

La strada è lunga ma la condivisione la fa’ sembrare minore.
Dopo un’ interminabile serie di curve e tornati, appare il lago artificiale: la visione d’insieme è da togliere il fiato.
Il lago è molto esteso, le montagne attorno sono maestose, il rifugio su un lato del lago insieme alle altre case rurali sembrano quasi scomparire al cospetto di Madre Natura.
Dopo una condivisione tenendosi mano nella mano, zaini in spalla inizia la scalata, in silenzio.

Il paesaggio è incredibile, la strada scoscesa e ripida, la fatica si fa’ sentire di più ad ogni passo fatto, ad ogni pietra scavalcata.
La fatica è molta ma la fiducia di potercela fare ad arrivare al Lago Nero in cima alla montagna sprona ad andare avanti.
Passo dopo passo la scalata consapevole scopre il lato oscuro dell’essere umano: l’egocentrismo.

La scalata diventa sempre più facile, la vista della cima si avvicina velocemente.
La falcata si allunga, la velocità sale.
Finché la montagna, Madre Natura, ricorda la sua presenza, fulminea, improvvisa, senza lasciare diritto di replica, ma questa volta sceglie di essere generosa oltremodo, e di non punire chi la stava sfidando.

Ristabilite le gerarchie naturali la scalata riprende, sempre in silenzio, ma questa volta la consapevolezza diventa gratitudine per un dono inaspettato, letteralmente vitale.
Passo dopo passo arriviamo al lago, la nostra meta.
Sulla sua riva troviamo riposo, bellezza, condivione, risate.
Gli zaini vengono vuotati, il cibo condiviso, si respira l’aria della montagna, il sole è caldo.

Dopo essersi riposati e rifocillati, è ora di fare Yoga, all’aperto, vicino a un ruscello, con gli altri scalatori di passaggio o già (arrivati alla meta) come spettatori.
Sempre sotto l’occhio imperscrutabile della severa padrona di casa, la quale non può essere sorpresa come gli spettatori presenti.
Il nostro agire giudicato sufficientemente rispettoso non la indispone e generosamente non fa’ cadere la pioggia.

Zaini in spalla inizia la discesa, impegnativa, faticosa, ma il silenzio è il rispetto tributato a questa natura che lascia senza fiato per bellezza e grandezza.
Si torna al rifugio e dopo un po’ di ristoro si sale in macchina, è ora di tornare indietro.

la lunga strada favorisce, la condivione, le risate.
La stanchezza si inizia a sentire specie per chi ha guidato tutto il tempo.
Resta il ricordo di questa esperienza, la lezione severa impartita, il detto ” Qui e Ora” ha assunto un significato da far tremare le gambe, da mozzare il fiato.
La consapevolezza dell’azione che si sta’ effettuando in un preciso momento, della pericolosità estrema dell’avere la mente in posto e il corpo in un’altro.